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Rock star film. Film star rock.
16/06/2005 - Autore: Serena
Belinda diede un altro morso
alla mela rossa che teneva nella mano sinistra.
Mancina per scelta.
La guardò quasi scioccata.
Aveva mangiato troppo.
Fanculo.
Chiamo mina e vediamo come si risolve.
Come si risolve questa notte già sazia.
Troppo sazia.
Mina disse che si,
le andava di uscire.
Lo sai,
stronza.
L’importate è chiamare me
Ed il taxi.
Il resto si può vedere già nitido.
Puro e cristallizzato
sopra la tua testolina platinata. Dammi il tempo di cercare
Un paio di calze che si abbinino
Al mio umore
Di stanotte.
Ed in un soffio sarò lì.
Belinda sorrise.
Innamorata
Di mina,
grande stronza.
Grande delizia.
Grande amica.
Aprì l’armadio e disse
Amarabàciccicoccò
Io non me le farei mai.
Delle civette sul comò.
Anche con piume fuksia
E glitter argento.
Sono una rock star
Star rock.
Dov’è il mio vestito elettrico?
Elettrico blu.
Elettricamente
Maestoso.
Ho troppe cose,
troppe cose
inutili.
Poco rock star,
poco da film.
La mia vita
È un film.
Un rock star film.
Film star rock.
Mina muoviti
O mi trasformerò
In una papera di plastica arancione.
E tu lo sai,
io odio l’arancione.
Ecco il mio vestito blu.
Mi sento divina
Con questo addosso.
Cotono ancora un po’ i capelli,
chè non fa mai male.
Siouxie insegna.
Old school,
infinite school.
Eyeliner dello stesso colore
E tronchetto so ‘80s.
Dovrebbero mandarmi in onda.
Gli stonzi di rai1
Farebbero soldi a palate.
Rock star film
Film star rock.
Suonò il campanello.
un suono solo.
Deciso.
Istantaneo.
Come il suono di una tromba.
Signori e signori
Che i festeggiamenti abbiano inizio.
Principessa
È qui,
ma quale onore,
si accomodi,
baci all’aria
sguardi da vecchie madame
che la sanno lunga.
Poi risa incontrollate
E pacche su quei sederucci 20enni
Desiderosi
Di muoversi
E cadere.
Stronza
È meglio se ci muoviamo.
No,
Io No.
Beh,
neanche io,
corriamo,
magari c’è il mio ancora qui.
Il taxi era già ripartito.
Beli,
che ti colga la peste.
Liscia o con ghiaccio?
A tuo piacimento.
Dovrebbe passare il 51
Di qui.
Proviamo con quello.
Non ho voglia di aspettare
Il taxi.
Chè di sicuro
Ci arriva una tipo gialla.
L’ultimo al mondo.
Morirei.
Due ragazze,
una elettricamente blu e platino,
l’altra nera e pizzo di calze,
salirono sul tram n51.
La notte era in loro potere.
Stavano vivendo il loro personale
Rock star film.
Film star rock.
In 25 minuti di tribe by breil,
ready to risck?
Erano a destinazione.
Grazie dio perché ci hai dato il plastic.
Beli,
ma se per te,
dio è dior,
chi ti dice
che il plastic
lo abbia inventato dior?
Cielo,
mina,
dior
è amore,
il plastic è amore.
Tutto coincide,
ok?
Ti prego,
sorridi
chè ci fanno entrare subito.
Non so tu,
ma io voglio un drink.
Lo vorrei bere,
Questo posto.
Cheeseeeee!
Siete in due?
Si,
siamo in 2.
Non male.
Prego.
Lo sapevo,
come siamo belle.
Li chiamerei,
quelli di rai1.
Giuro.
Stronza,
bevi,
altrimenti questa cosa del film.
Rock star film.
Film rock star.
Si, vabbeh, quella cosa lì.
Ti ubriacherà più del martini.
Seguirono sorsi
Di bevande alcoliche,
Occhi dipinti,
labbra turgide,
pareti in lacrime,
luci metafisiche,
gesti armonici,
balli mistici,
musiche da festa
e da film personale.
Due fanciulle
Danzanti
Innamorate della notte.
Mina,
vado al bagno.
Aspettami qui.
Chè già la vedo,
la fila.
Camminò con il suo solito passo
Da attice-modella-diva-rock star
E si mise placidamente in fila.
Era in pace.
Hey, strega,
mostro in blu!
Dico a te,
voltati se ne hai il coraggio?
Dici a me,
scusa?
Aria alcolizzata.
Si, proprio a te!
Ti ho vista prima!
Ti ho vista come ci guardavi,
a me e al mio ragazzo!
Che cazzo avevi da guardare?
Me lo spieghi?
In verità nulla.
Non credo di averti mai vista prima,
sai?
Aria impiastricciata.
Razza di pagliaccia,
ti piacevo io o livio?
O volevi una cosa a tre?
Dillo, cazzo, dillo!
Mai vista, giuro.
Mai.
E se anche fosse,
a me le facce lampadate fanno vomitare.
Quindi,
sia tu che lui,
per quel che mi riguarda,
potreste anche essere entità superiori.
Mi fareste comunque vomitare.
Aria nauseata.
Blinda vomitò.
Vomitò sui due zarri.
Due zarri sporchi di vomito
Immobili tra la folla.
La rettore con
Dammi una lametta che mi taglio le vene
Suonava come la numero 40 di mozart.
Mina arrivò
In quell’istante.
Meraviglioso.
Da foto ricordo e compagnia bella.
Autografi,
signori e signore!
Capì quel che c’era da capire.
E prese sottobraccio belinda.
Corridoio zeppo.
Caldo zuccheroso.
La portò fuori.
Stronza,
lo sai che hai ragione?
Quasi te li chiamo io,
quelli di rai1.
La nostra vita è un film,
cazzo.
Un film fichissimo,
cazzo.
Rock star film?
Film star rock?
Sapevo che avresti capito.
-a baby, ovunque sia-
(placebo, every me every you)
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