Nora fumava il sigaro scuro appoggiata a quel muro di gente morta con le mani piene di desideri ripiegati su se stessi. aveva imparato la tristezza tanto tempo addietro, per quel mezzo uomo gobbo con gli occhi più grandi del mondo, fedele solo al proprio mal di testa. Nora armata di pinzette si sfasciava in silenzio le linee folte sopra gli occhi per renderle impeccabili e cattive come nei suoi ideali di gelida perfezione. aveva imparato la tristezza tanto tempo addietro, per quel mezzo scudo di sicurezza tenuto dritto solo da stecche di balena come bustini da prostituta chic. Nora nuvola di fumo scuro fissava il fuoco, sentendo il proprio io andare in putrefazione mentre uomini vestiti di nero le esploravano la bocca ansimando. aveva imparato la tristezza tanto tempo addietro, per sfida e per noia contro la banalità di se stessa e la semplicità dei propri sorrisi. Nora a testa alta verso il cielo, forcine ad indicarle la via, piccoli segnali luminosi scintille di bellezza a parlarle ancora di me.
aveva imparato la tristezza tanto tempo addietro, per diventare me.
(colonna sonora: this mortal coil, song to the siren)
sono una caramella. un sogno a testa in giù. la risata che ti colpisce di sorpresa mentre stai vomitando. sono la luce del sabato mattina. sono i saldi in centro. sono la lingua di dracula. sono una vasca di martini. sono un albero di zucchero filato. sono menzogna sorridente. sono goth, un pò si un pò no. sono di tutti. sono di nessuno. sono mia.