aspettavo che lo dicessi con un groppo in gola di giorni e mesi rappresi come sangue perso troppo presto, mi dondolavo nel dolore della mancanza ed autocertificavo il mio pianto gurdando i bambini uscire dalla scuola, schizzi d'acqua fresca che aspettano di colpire e donare refrigerio a quella carne sospesa senza tregua e senza tocco.
aspettavo che lo dicessi con la certezza che niente sarebbe finito, perchè inesauribili sono le bellezze del cuore ed ancora in lui noi, perdutamente insieme, troveremo ristoro.
Jeans alle caviglie con i piedi che strisciano sul pavimento dentro a scarpe dal tacco veriginoso, di quelle illegali per le mamme e per le nonne: illegali per le schiene e per benessere del proprio fottuto scheletro. Fa freddo ed è notte, le nostalgie più romantiche appese al soffitto, come lampadari elegantissimi che non illuminano un bel niente. Picchiare contro ogni spigolo è molto facile, più facile che respirare, così madamigella ricoperta di lividi cianotica d'illusioni in sedici passi d'equilibrismo struggente brucia dentro, secca,come un ceppo stanco. Ed al cospetto del lavello, afferra un mestolo, il più grande e materno, e dopo averlo colmato d'acqua ghiacciata, ne beve un sorso, poi se lo versa addosso sorridendo nel buio. Chissà che penseresti, vedendola.
(dal cesso al lavello, sedici passi: sentendoti)
(colonna sonora del post: cardiologia di francesco de gregori)
questi paradisi invertiti d'ologrammi vacui e veloci soffocano le possibilità di bellezza e dolce futuro, smembrano la carne e disfano equilibri di cartapesta, lasciando nuda la mente in balia dei propri mostri:
non dirò niente di noi e della febbre alta che offusca i pensieri e le prese di coscienza, non dirò niente e mi limiterò ad annuire dall'alto delle mie consapevolezze al gusto di nulla.
da qualche parte qualcosa brilla, e quel qualcosa siamo noi.
(colonna sonora del post: talking to myself dei costeau)
sono una caramella. un sogno a testa in giù. la risata che ti colpisce di sorpresa mentre stai vomitando. sono la luce del sabato mattina. sono i saldi in centro. sono la lingua di dracula. sono una vasca di martini. sono un albero di zucchero filato. sono menzogna sorridente. sono goth, un pò si un pò no. sono di tutti. sono di nessuno. sono mia.