
e avevi tutto questo freddo dentro,
lo potevi mescolare
come una pozione d'amore in schegge,
lo potevi far tintinnare piano piano
mentre la notte si arrabattava
in amplessi mongoli con se stessa
scavandosi dentro per toccarti,
scaldarti e disegnarti
come l'ombra più bella sul muro
come la migliore tragedia mai compiuta.
taglio moribondo aperto
e censurato dal silenzio
della marcia solitudine
che sorrideva all'angolo della strada,
appoggiata ad un semaforo sempre verde
chiedendo elemosina agli spiriti,
la carità,
la carità,
per questo sangue pesto,
la carità,
per questo desiderio infetto.
(colonna sonora del post: lullaby, the cure (qualcosa di molto simile a dio))