
Cominciarono ad amare anche l’autunno: il trionfo del vento che trascina e dei loro respiri gonfi di novità. Miao aveva dei ricordi, li costudiva come piccole lame fredde, pronte a ferire come spregevoli compagne di classe. Miao invece aveva scordato tutto, accatastando le addizioni di gioia e dolore tra i tizzoni dei bei tempi che furono (dove eri troia ed immensa musa). Nei corti giorni del sole di novembre, come questo per dire, si parlavano di occhi con occhi e stomaci in fiamme, aggrovigliati come fosse gennaio, come fosse la prima serata fantasy by britney spears (dove potevi essere tutti). Nel corto giorno del sole di novembre che è oggi si erano parlati in silenzio con le lacrime più umide del mondo, quelle della marie antoinette che entrambi erano, madri e padri di nanetti stipati dentro ad un armadio svedese in una stanza verde (dove potevi fare l’amore piano pianissimo). In pochi conoscevano la loro lingua wayfarer ed in molti la invidiavano (bramando di succhiarla per anni e giorni ed attimi), quasi tutti ne rimanevano affascinati, con gli angoli della bocca umidi, come cani di marca meticcia abbandonati alla grande distribuzione. Ogni giorno si innamoravano, come offerte speciali da louis vuitton, ed a volte si mordevano, per la sbadatezza di lei, per il nervosismo di lui, ed ogni morso era miele, miele a colare e tenere insieme indie rock e fucsia pop so ‘80s (il nostro cesso, la nostra testa). Così, incollati e kartell come nei migliori pezzi dei killers, in un micro giorno di november sun, cominciarono ad amare anche l’autunno: il trionfo del loro trascinarsi e brillare insieme scommettendo sul domani e sulla novità, dicendo questa è l’alba, questa è la nostra casa.
(io mi chiamo miao, e questo è il tuo nome)
commenti (23)