
Jeans alle caviglie con i piedi che strisciano sul pavimento dentro a scarpe dal tacco veriginoso,
di quelle illegali per le mamme e per le nonne: illegali per le schiene e per benessere del proprio fottuto scheletro.
Fa freddo ed è notte, le nostalgie più romantiche appese al soffitto, come lampadari elegantissimi che non illuminano un bel niente.
Picchiare contro ogni spigolo è molto facile, più facile che respirare, così madamigella ricoperta di lividi cianotica d'illusioni
in sedici passi d'equilibrismo struggente brucia dentro, secca,come un ceppo stanco.
Ed al cospetto del lavello, afferra un mestolo, il più grande e materno, e dopo averlo colmato d'acqua ghiacciata, ne beve un sorso,
poi se lo versa addosso sorridendo nel buio.
Chissà che penseresti, vedendola.
(dal cesso al lavello, sedici passi: sentendoti)
(colonna sonora del post: cardiologia di francesco de gregori)