
il disegno delle sue labbra lasciava intravedere
il campo minato del suo petto in minuatura,
camminava dritto ma era sempre il più piccolo di tutti,
come rosicchiato dalla vita e dal desiderio.
si reinventava di continuo tra motori, fronde
ed amori in velocità.
a volte telefonava da una cabina e chiedeva come stai
con la voce sottile di cristallo di boemia
poi la scheda finiva e la fatina da delicata porno rivista
si conservava quel suono dentro fino al week end successivo,
quando le sue piccole mani sarebbero tornate
dentro a quei guanti enormi di verde speranza.
la foresta cresceva e inghiottiva le mine,
le sue spalle si facevano larghe ed il ritardo
non sembrava preoccupare il suo sorriso perfetto
da divinità in gita scolastica.
le fatine perse non si contavano,
morte tutte soffocate o fuggite
perse impigliate alle reti di recinzione del suo stomaco,
ali sbavate e zampette rotte
viste annebbiate e promesse d'eterno sigillate con cera rossa d'ovaio.
crescendo il suo odore migliorava,
non speva più solo di pino e castagno e betulla,
era anche mandorlo, siepi d'oro e fiorellini di smeraldo,
le fate divennero donne,
lo aspettavano sulla moto con le gambe aperte
in un sorriso peccaminoso e morbido,
lui le accoglieva tra le sue corone di spine al neon
e raccontava del suo passato mignon
con il silenzio dei suoi battiti irregolari.
la sua bellezza era così radicata e semplice
da disarmare anche la natura stessa,
che si lasciava addomesticare da lui
e dal suo volere,
si piegava ed arrotolava alla vista del suo corpo di platino,
della sua bocca disegnata in inverno con pastelli a cera d'infanti.
la natura era una fatina,
una fatina eccentrica rivestita di latex di sogno,
una donna lontana radicata nella sua mente,
un ricordo frenetico di corse sotterranee.
la natura era sua madre e sua sorella,
la natura era minuscola,
più minuscola di lui all'inizio,
quando decise di dedicarsi a lei,
quando lei si fece fata, donna e mina
quando a lui,
piccolo motociclista adolescente,
giardiniere di passione,
si sottomise,
a cuore aperto.

(colonna sonora del post: the cardigans, lovefool)
commenti (116)